Bene. Voltiamo pagina, allora, e cerchiamo in qualche modo di proseguire.
Giungono in redazione decine di mail ogni giorno, e non sempre si ha la possibilità di rispondere celermente e personalmente. Trovo inoltre che i quesiti che vengono posti, spesso, siano di interesse comune.
Ritengo pertanto che sia una buona idea, a questo punto, dar vita ad una sorta di rubrica che possa non soltanto limitarsi ad esaudire le vostre domande e ad accogliere i vostri spunti, critiche, riflessioni e quant’altro, ma che possa proprio instaurare un ancor più massiccio feedback curatore/fruitore, mission che, tra le altre cose, ci sta particolarmente a cuore da sempre.
A voi la parola dunque. Vorrei, per quanto possibile, fornire risposte sintetiche ma esaustive.
 
Caro Chico, scrivo per avere notizie su Nevio Scannabucci… come mai da un po’ di tempo non pubblicate suo opere? Trovo che lui e i suoi ragazzi siano bravissimi. Attendo fiduciosa! (Silvia, Udine)

La partnership con Nevio prosegue senza problemi, compatibilmente con i mille impegni nostri e di Nevio stesso. Come è noto, poi, le tempistiche realizzative di estroflessioni di quel livello non sono certo irrisorie… Non sei la sola ad attendere con ansia un prossimo contributo. Porta pazienza ancora un po’.
 
Ho appena terminato Rui Mong e l'ho trovato un po’ deludente specialmente dal punto di vista formale. Sono sincero, da Montagna mi sarei aspettato molto di più. E' come se si stesse riciclando, commercializzando. Non trova? Qualche anno fa assistetti ad una sua performance dal vivo e mi fece ben altra impressione: le sornione cadenze del suo corpo ciondolante comunicavano tensione e disagio, emozione, sgomento; in un certo qual modo si andavano a toccare delle corde dell'animo, dei nervi scoperti... Adesso invece non so. Sicuramente, ad oggi, lo preferisco come frontman piuttosto che come scrittore. (Augusto, Bologna)

Sì, Augusto, capisco quello che vuoi dire, non sei il solo ad avere avuto questa sensazione. Eppure non sarei così severo nel giudizio. Rui Mong rimane pur sempre una delle sperimentazioni più genuine dell'ultimo decennio e, senza dubbio, la più significativa per ciò che riguarda il pensiero dell'autore. Commercializzando? Non lo escludo. Quello che è certo è che qui si paga lo scotto di un lento quanto inesorabile declino che l'intero movimento di ibridazione dialogica sta pagando in questi ultimi anni, te lo concedo. Così come è vero che le doti sceniche del Montagna sono notevolissime. Notevolissime. Ma ripeto, oggi le alternative quali sono? La Ballata delle Prugne Secche di Pulsamilla? Teniamoci stretto Rui Mong, dai retta a me, teniamocelo ben stretto.
 
Ho iniziato la tesi su J. J. Apollinaire, e in particolar modo mi sto specializzando sul metodo di fitting testuale da egli teorizzato. Non ho problemi ad applicare le prime due scansioni progressive così come non mi sembra di avere particolari difficoltà ad identificare un offset plausibile ai fini del filtraggio finale. Il terzo cut-off però mi mette spesso in crisi perché mi taglia via un buon 15% del testo originale, spesso compromettendo l’intero lavoro. Ho provato anche ad integrare questa operazione col classico metodo pattern, ma continuo ad avere problemi col bestfitting di rotazione. Solitamente uso una banda passante di 300/1, con terzo ed ultimo cut-off pari a 0.25… Secondo lei è corretto? Sbaglio qualcosa? E qual’è la sequenza ideale dei cut-off indicata da Apollinaire? Non pensa che sarebbe più giusto, forse, lasciar perdere del tutto il terzo filtraggio per giungere ad un compromesso finale ugualmente accettabile? Grazie per l’aiuto. (Marco, Ferrara)

Assolutamente no, Marco, non lo penso affatto. Tra l’altro qual è si scrive senza apostrofo, se l’italiano non è ancora un’opinione. Studia ragazzo mio, studia.
 
Ciao Chico, ti scrivo solo per ringraziarti. Non avevo mai visto prima d'ora uno spettacolo dal vivo di De Rimondi, e la serata al Centro Serroni è stata veramente indimenticabile. Anche io ho portato il mio tv color: un gesto coraggioso del quale non mi sono pentito affatto. Anzi! Da quando Giulio l'ha sfasciato davanti a tutti, mandandolo in mille pezzi, in quel preciso momento è come se una parte sopita di me si fosse risvegliata di colpo... E' una bella sensazione, non c'è che dire. Ora mi sento meglio, più libero. In casa, col silenzio o soltanto con della buona musica classica, l'atmosfera è migliorata moltissimo, ed anche il dialogo con mia moglie - specie all'ora di pranzo - ne ha giovato. Grazie, grazie ancora! P.S. Sono previste altre date in Italia? (Massimo, Forlì)

Per ora no, Massimo, mi spiace, altre date non sono previste. Ma sono io che desidero ringraziare te per l'affetto e per la preziosa testimonianza che ci hai portato. Fa piacere quando si ha la certezza di aver colto nel segno. Comunque sia non perdereci di vista... Se un evento del genere dovesse ripetersi, stai sicuro che la Fucina non mancherà di segnalarlo.
 
Caro Chico Trapella, la seguo sempre. Vorrei chiederle cortesemente un consiglio visto che per il Santo Natale è mia intenzione regalare a mio marito un bel libro (lui è un insegnante di lettere della scuola superiore, si immagini...). Delle recensioni di Repubblica mi fido poco e vorrei davvero fare bella figura... mi aiuti! Grazie e ancora complimenti! (Gabriella, Siena)

Carissima Gabriella, ti consiglio "Annunciazione in Metropolitana ", edito recentissimamente da Fazi. L'autrice è Chiara Cretella, penna giovane e assai promettente, che sta venendo fuori davvero molto molto bene. Dovresti andare sul sicuro. Certo lo stile non ha ancora raggiunto la sua completa maturazione, questo va detto, e talvolta si riscontrano delle piccole idiosincrasie letterarie, delle lievissime ingenuità insomma, ma come è normale che sia. Niente di imperdonabile ecco. Gli piacerà vedrai, stà tranquilla. Un caro saluto, e fammi sapere.
 
Grande Chico Trapella! Ho letto la tua lettera su Motosprint di qualche settimana fa e la condivido totalmente! Non se ne può più di queste polemiche... e le gomme di qua... e le gomme di là... e vanno troppo veloci... e hanno barato... BASTA! Valentino Rossi smettila di lagnarti come un bambino e inizia a pagare le tasse piuttosto! FORZA STONER! FORZA DUCATI! CAMPIONI DEL MONDOOO!!! (Manuel, Como)

Grazie per l'entusiasmo, Manuel, ma il sottoscritto sa a malapena quante ruote ha una moto, tanto per dirne una. Hai sbagliato persona, I suppose. L'altra ipotesi è che bevi.
 
Trapella, il tuo blog è uno squarcio di luce purissima nelle tenebre della blogosfera. Continua così. Mi piacerebbe conoscerti di persona. (Alisha, Perugia)

Alisha, che bel nome. E che belle parole. Grazie, grazie di cuore. Vieni a trovarci al Centro Civico Serroni la prossima volta. Ti aspettiamo.
 
Trapella, sei un fottuto genio. Vorrei il tuo seme. (Anita, Modena)

Aspettiamo anche te.
 
Sono un giovane blogger e non sono assolutamente d'accordo con le continue prese di posizione arroganti ed altezzose della Fucina. La blogosfera non è povera di contenuti come raccontate voi. Ci sono anche un sacco di blog utili ed interessanti, si affrontano i problemi, si parla di cose concrete e reali. Finiamola di sparare merda senza sapere le cose per favore. (Diego, Napoli)

Driiin, driiiiiiiin. E' ora di svegliarsi, Dieguccio bello, sveglia che è ora!
 
Gentile signor Trapella, ho effettuato svariate ricerche, anche su Wikipedia, ma non ho trovato nulla a proposito del Grande Magnete. A questo punto devo arrivare a dire anch'io che si tratta di una bufala colossale. (Mario, Torino)

Marietto, ti rivelerò un piccolo segreto. C'è mia nonna, di 94 anni, che ha le emorroidi. Parecchie emorroidi. Emorroidi a grappoli. Ho provato a cercarle su Wikipedia, più volte, anche poco fa, ma oh, niente da fare, proprio non sono riuscito a trovarle. Neanche un accenno, una foto, niente di niente. Davvero non mi spiego come la vecchia possa continuare a sostenere di aver male al culo.
 
(qui mi permetto di raggruppare per fascia di QI)
La Fucina Trapella è il blog più inutile che io abbia mai visto. Che schifezza. (Gordon, Foggia)
Trapella vergognati! (Anonimo)
Trapella, spero che il tuo blog del cazzo chiuda al più presto. E' la cosa più irritante che esista. (Anonimo)
Se era per me il concorso del blog più odiato l'avrei fatto vincere a te caro il mio bel professorino di merda. Sei la vergogna della blogosfera intera. Rinchiuditi, represso! (Brigitta, Roma)
Ma come ti sei permesso tu e la tua ignobile cricca di far cancellare un post al mitico Sw4n?! Eh? Dovresti solo imparare da lui altro chè! Ke skifo... (Giulietta, Livorno)
Brutto bastardo come ti permetti di parlare male di Harry Potter??? Non sai quello che dici babbano che non sei altro!!!!! Crepa! (Sirius Black)
Ho un blog da due anni e mi sento offeso per tutte le stronzate che spari sulla blogosfera. Ma come sei messo? Ma come stai? Ci vuole un po' più di umiltà caro mio... (Alessandro, Rho)
Trapella SUCKS! (Anonimo)

Fa piacere sapere che vi siete sfogati un po'. Vi sentite meglio? Oh, benone, ne son lieto. Ora tornate a guardare le donnine nude su Macchianera, su, da bravi.
 
Ciao Chico, trovo che il tuo blog sia uno dei migliori in circolazione oggi come oggi. So che siete sempre molto critici nei riguardi della blogosfera ed io non posso che essere d'accordo, vista la povertà di contenuti che si vede in giro. Ti faccio i miei complimenti e ti esprimo la mia vicinanza nella sacrosanta battaglia contro i troll, vera piaga della rete. Pensi che riusciremo mai a debellare questo moderno virus così incredibilmente fastidioso? (Pietro, Genova)

Pietro, tocchi un problema molto serio, contro il quale la Fucina si è battuta più volte, esponendosi (di solito la gente si tira sempre indietro su queste cose, immagino per pavidità, cosa anche comprensibile per certi versi). La mia risposta comunque è sì. Forse perchè sono un ottimista per natura, o forse perchè cerco sempre di guardare avanti e sono fermamente convinto che, insieme, non esista battaglia che non si possa vincere.
 
Caro Chico Trapella, non riesco a trovare Britney Spears nuda senza mutande. Dove devo cliccare? Grazie anticipatamente. (Matteo P, Bologna)

Ecco, appunto.
chicotrapella - mercoledì, 31 ottobre 2007 | Permalink | commenti (8)
tags: la posta di fucinatrapella


Non amo questo genere di post, eppure eccomi di nuovo qui a dover puntualizzare l'ovvio, a dover rimettere le cose al loro posto, a trovarmi costretto a dare una bella pettinata a qualcuno, un'altra volta, di nuovo. Uff. E' dannatamente seccante, credetemi. Eppure, a quanto pare, necessario.

E così eccomi qua.

Un anno fa non sapevo nemmeno che esistessero, costoro. Ignoravo la loro esistenza. E stavo bene. Perchè questa gente, vedete, è gente meschina, dannosa e malata. Sì, malata. Non ho intenzione di usare mezzi termini stavolta, sia chiaro. Chè questi sono parassiti, ecco cosa, sono frustrati, certo, sono persone che nella vita non hanno niente, niente al di fuori della loro triste tastierina e del loro miserrimo computerino del menga. Bravi, bravi. Vi sentite al sicuro, vero, dietro a quel vostro bel monitorino eh? Chi ve l'ha comprato, il paparino? E nella stanza a fianco chi c'è? C'è la mammina che vi ha appena rimboccato le copertine? O la nonnina che vi ha imboccato la minestrina? Oh, poveri!

No, non ho nessuna intenzione di compatirvi, sappiatelo. Cristo santo, SVE-GLIA-TE-VI!!! Il mondo reale è un altro, bamboccioni cresciuti che non siete altro! Attivare i neuroni non è un reato! Eh che diamine!

Vi immagino lì, nella vostra zuccherosa cameretta, immersi in quella rassicurante bambagia domestica, mentre magari fuori c'è gente che si fa un culo grosso come una capanna. Magari. E non riesco a provare compassione. Hey, sto parlando anche a te, Matteo P, o a te, caro il mio Ardizzoni, che non hai niente di meglio da fare se non venire qui a rompere i cosiddetti a noi altri. E pure a te, JM, non credere, ti conosco, fai parte anche tu dei Ringo Boys. Che cosa volete dimostrare eh? Me lo dite una buona volta? Qual è il vostro credo, quale la cultura, il messaggio che portate avanti? Vorrei capirlo. Voi che sul comodino ostentate – mi sembra di vederlo – roba tipo "la ballata delle prugne secche" – tipico! – e avete pure il coraggio di classificarla come libro (brr), o che basate la vostra ideologia sulla barzelletta n°152 della raccolta su Totti; voi, voi che avete svenduto il cervello al primo arrivato, senza ritegno, della serie emisfero sinistro offerto in olocausto nei lunghi pomeriggi Defilippiani ed emisfero destro lucchettato saldamente a Ponte Milvio, osceno obolo al dio Moccia; voi che – potrei scommetterci, potrei scommetterci! – arrivate qui digitando "britney spears senza mutande" o "non ci sto dentro se non vedo entro max un minuto l'ultimo video con paris hilton nuda mi aiuti la prego signor google mi dica dove posso trovarlo è importante!!!".

Proprio voi. Babbei.

Continuate pure così, continuate, Chico Trapella non è nessuno per impedirvelo. Ma sappiate una cosa: che da oggi, in Fucina, si cambia ufficialmente registro.

Da oggi, in Fucina, non c'è più trippa per troll.

(fate i bravi, aderite alla campagna...)


Quello che vorrei proporre oggi si colloca decisamente oltre il grigio muro del convenzionale. Si tratta di una sperimentazione stuzzicante sotto molti di vista, che tanto attinge dal pozzo cyberaccademico storico di fine millennio, ma che al contempo va ad aprire un varco interessantissimo in quella sovrastruttura macchinosa che oggi chiamiamo ibridazione dialogica, la quale - non sono il solo a sostenerlo - da tempo richiede un vigoroso cambio di rotta, una sferzata tonificante, un'audace rivisitazione sostanziale di intenti che invada anche e soprattutto il formale, e senza la quale le sorti dell'intero movimento sarebbero senza ombra di dubbio tragicamente segnate verso il declino. Ammesso che di rinascita si possa ancora parlare.

Piergiorgio Tabellini, nonostante la giovane età, sembra averlo capito perfettamente. Ecco che allora il talentuoso autore emiliano ha voluto produrre con tenacia un primo, meditato abbozzo di ricerca, che tenga certamente ben salde le contaminazioni benefiche del passato senza per questo precludere uno sguardo attento e mirabilmente visionario sugli scenari futuri.

La metodologia di lavoro mi pare estremamente coerente e dinamica, e il risultato apprezzabilissimo. Tabellini applica alla lettera le tecniche di filtraggio teorizzate da Apollinaire (già trattate ampiamente in queste pagine), o quanto meno le applica rigorosamente nei primi tre passaggi, per poi scegliere una via se vogliamo ancor più rischiosa, che prevede cioè dapprima una scansione continua dello scritto con una banda passante relativamente tenue, a tratti impercettibile, con un crescendo finale inarrestabile segnato da una sequenza micidiale di cut-off progressivi davvero molto, molto severi. Ardita anche la scelta di ghettizzare senza possibilità di appello la punteggiatura, a detta dell'autore inutile fardello di un inutile retaggio vetero-passatista. Ghettizzare, non eliminare, attenzione. Non c'è disprezzo cieco ma piuttosto un diverso uso di. E ci passa un fiume. Da qui la nuova possibilità che viene messa a disposizione del lettore: usufruire della punteggiatora a piacimento, scegliendola e componendola secondo la propria personalissima chiave interpretativa ed emozionale del momento, in una operazione quanto mai viva e pulsante. Tabellini struttura l'operazione in maniera molto molto intelligente, piazzando dei veri e propri punti di ristoro attraverso i quali il lettore potrà trovare conforto grazie alla punteggiatura desiderata e strettamente necessaria, mai superflua. E' un continuum sorprendente, un bellissimo esempio di moderno testo fittato e mutaforme, da apprezzare e riscoprire lettura dopo lettura.

 

quale oscura dittatura di pensiero si celava in esso al punto di implodere di colpo il vento si ribellava soltanto all’idea di quella parodia di vita è il branco dei sapiens sapiens ominide o scimmia od omuncolo che tu sia devi esserne membro onoriario altrimenti non sei un cazzo di niente un cazzo di niente tu e la tua manciata di neuroni stanchi ,,,::.,,!.,.,;?,! che cosa immaginavi eh che cosa avresti sperato sparuta bestia con la parola dall’olfatto represso ti sembra strano ordunque ma che cosa è strano se non gli strani siti in cui navighi a comando dettati da chi se non da te stesso .,.,...,,?!?, te l’avevo detto te l’avevo detto te l’avevo detto ecco che cosa succede a maneggiare l’immaneggiabile ora non potrai più raccontarlo ah ah ah ah ah .,:,.!.!.!; farai la fine del topo nel cassetto la relazione matematica che in nepero contraddistingue una scala a chiocciola booleana la conosci bene è sempre la stessa e tu stai al centro dell’immane dardo come in una folle tromba d’aria che gela l’anima ..,,;.,,,,..,, ecco spiegato il perché del comune itinere della serie siamo tutti dentro ad un enorme cavallo di troia amico e tu hai visto amico che fine ha fatto anita e tutti quelli come lei il filmato era eloquente non trovi ma quanto meno lei ci ha messo la faccia ,.,!.;..?,,, è il concetto della montagna che si estende fino alla radice fino alle estreme conseguenze fallo tu allora fallo se ne sei capace invece di nasconderti dietro idoli di rame come fece bebo eri tu quello della foto vero sembrava tutto facile prendere senza dare ma l’esperienza non è gratis non è mai gratis anche quando tutto il resto sembra gratis dovresti averlo imparato ,.!,,:,,?!.;,, le immagini si confondono ora tutto ronza e si mescola fragile come bava di tornitura raschiante e in ombra segui allora i tuoi piedi loro sanno dove andare oh sì eccome se lo sanno prendi bebo per esempio se solo sapessi chi è questo dannato bebo in cima ad ogni classifica c’è lui bebo ed è come una grande spirale mistica che tutto avviluppa una immanente orgia di significato nel più classico dei deja vu ,.;,!,;;?,.:.,.,., strani pensieri si rincorrono arriverà :uovo un giorno la verità si rivelerà cruda così come è nuda senza veli senza mutande quasi svergognata ai nostri occhi sono cose che fanno male un duro colpo nella bocca dello stomaco che diventa allora bocca della verità ma muta mai mutevole vista la sudditanza e ci sarebbe da chiedersi se sarà rappresentabile in foto prima o poi similmente ad un sancta sanctorum modernizzato ,.,,!:,,,.,;..,.,., la patata è bollente specie entrando in un metacafè freddo e altezzoso l’hai visto quel video vero quel video in cui rebelde cavalcava nuda con la chioma rasata a zero uno spettacolo postimpressionista di cattivo gusto preferivo di gran lunga la mininova lei almeno tra tutte le donne aveva una testa pensante e gode di una stima notevole nell’ambiente dei wiki quello che può da e quello che può prendere lo prende non ha paura le donne lo sanno come la moglie di bebo ,.,,..,:.,.,..,.,,., spesso era ubriaca ma tra la botte la moglie ed i buoi si è sempre preferito il toro valenciano alla vacca non è certo applicabile la teoria della salama da sugo tutto questo geddes sciovinista da quattro soldi l’andamento che si prefigura è a dente di sega così drammaticamente variabile nei toni complessivi ricorda un gretto manico di scopa tutto fumo e niente arrosto quasi a dire che cambiare si può non si deve !,!.,,:..,.,.;,..:,.,;,., l’aveva detto anche parker del resto in tempi non sospetti prefigurando un’applicabilità pratica all’anticonsumismo dexteriano e qui eccone la nobilitazione a dogma pronta e servita su un piatto d’argento quello stesso piatto che bebo si rifiutò di vedere pensando forse erroneamente che la formula per calcolare un'area fosse differente dalla formula per il calcolo del perimetro ma qui la geometria dei quanti c’entra poco o niente ed è questo in ultimo il vero significato dell’esistenza !.,:.,,.;:!?,..,,.;,.,!:

chicotrapella - mercoledì, 24 ottobre 2007 | Permalink | commenti (15)
tags: cultura, letture, suggestioni, autori, sperimentazione, tecniche pratiche


Mi accingo a scrivere questo post con una punta di irritazione, non intendo nasconderlo.

La gioia e l’esaltazione vissute recentemente – vedi Monvalle e vedi De Rimondi, ma anche altri succosi progetti che si stanno concretizzando in questi giorni – sono sacrosante, ma non devono minimamente indurci a perdere il contatto con la realtà. Una realtà, lo sappiamo, terribilmente arida, desolata e desolante, una realtà che mai come adesso sembrerebbe compiacersi del suo lato più buio, più triste.

 

E’ pratica diffusa, tra i giovani bloggers, quella di spulciare tra le chiavi di ricerca, o referrers, o referral, o so ben io/lascia pur dire a loro. Tra le tante abitudini discutibili che costoro si ostinano a portare avanti, questa, per lo meno, mi sembrava un’operazione carina, simpatica, innocente.

Ripeto: carina, simpatica e innocente.

E qui, perdonatemi, pur non essendo persona avvezza alle volgarità gratuite – mi conoscete – corre l’obbligo di un secco, oserei dire doveroso‘sto cazzo.

 

Che delusione…

Analizzando il mese di settembre 2007 i dati sono a dir poco sconfortanti. Fanno venir voglia non dico di mollare tutto, questo no, ma di mollare Shiny Stat almeno sì, perché proprio allora mi dico che non ne vale la pena. E non sto parlando di quantità di accessi, sia chiaro, che quelli li abbiamo sempre lasciati volentieri al trionfatore del MHB e al suo giardiniere (senza offesa intendiamoci; anzi, li saluto). Qui stiamo parlando di altro: parliamo di attitudine alla cultura, parliamo di ricerca del bello, di ansia del bello, di slancio intellettuale, di vero interesse della gente verso un ideale più alto, da inseguire con passione e sacrificio ogni giorno di più, e ancora e ancora.

E invece no, niente di tutto questo. Credetemi amici, se vi dico che aprire quella finestra è stato un po’ come affacciarsi su di un pauroso abisso senza fondo in cui il nulla alberga sovrano, sinistra proiezione dei più cupi recessi della mente umana.

 

Britney Spears. Paris Hilton. Nude. Senza mutande.

 

Ecco, papale papale, che cosa cerca la gente. Ecco che cosa la gente vuole, che cosa la gente si aspetta da questo blog, dal web, dalle istituzioni, dalla società intera. Cultura? Bello? Impegno? Crescita intellettuale? Macchè. Britney Spears e Paris Hilton, possibilmente nude e possibilmente senza mutande. Ecco tutto. Altro non serve. Il resto è out, roba vecchia, spazzatura, così come qualcuno auspicava da tempo, probabilmente, in nome di una pseudo ideologia plasticea, mediocre, omologante, piatta. Drammaticamente piatta, come da copione.

Beh, signori miei, se è questo che volevate sentirvi dire eccomi qui, eccomi a decretarlo, solo con un filo di legittima amarezza: avete vinto.

Non sono io, è Shiny Stat stesso a recarne testimonianza, tragico specchio di una realtà distorta, sanguinoso campo di battaglia profanato da un nemico senza scrupoli, che gode nel procurarne scempio.

 

45 chiavi settembrine di ricerca.

Ecco allora che qualcuno, timidamente, si affaccia digitando “trapella”, o “fucina trapella”, o si produce in un temerario “rui mong”. Apprezzabile, ma parliamo di tre, quattro persone. Mosche bianche. “Apollinaire”, “Laplace”, “De Rimondi”, ecco arrivare qualcun altro… e poi “serroni via del pratello”, sì, forse ci siamo… qualcuno che si interessa al centro civico, agli spettacoli… la speranza è viva… forse non tutto è perduto…

No, amici miei, no. Finiamola di illuderci.

In tutto fanno 14 chiavi di ricerca su 45. 14 su 45.

 

Le restanti 31 (ben il 69%, e non credo si possa parlare di coincidenza a questo punto) non sono altro che uno stucchevole minestrone di quelle quattro parole che ora non voglio ripetere, reimpastate, reimpapocchiate in tutte le salse possibili e immaginabili: e le voglio senza censura di qua, e le voglio in un video di là; e le voglio in foto di su, e le voglio in padella di giù. Noioso nonché irritante, a maggior ragione se le intenzioni che ci muovono sono ben altre e ben più nobili. E quasi quasi dimenticavo, ciliegina sulla torta, i 3 in cerca di “studenti arrapati”… Che tristezza.

Non sono un moralista né un bigotto né un censore, non lo sono mai stato, eppure ora ne ho le scatole veramente piene, lasciatemelo dire. Solo l’idea che tutte queste persone si presentino in Fucina barzotte mi indispone in un modo che non potete capire. E perché poi? Solo perché una volta – in un contesto di un certo tipo, molto più complesso e articolato – sfiorai l’argomento? Siamo messi male.

 

La mia speranza inizialmente era che un post di questo tenore potesse rappresentare una sorta di deterrente per l’esercito dei suddetti barzotti. In questo momento però, mentre sto scrivendo, questa prospettiva mi appare già fin troppo utopistica e farraginosa, se non anacronistica.

Non credo sia la soluzione al problema.

Pertanto: fate quello che volete. La Fucina è pur sempre (anche) un blog di servizio, lo sapete, quindi andate, andate pure, abbuffatevi tranquillamente delle vostre malsane proiezioni immaginifiche, fatevi una bella scorpacciata di mutande di Britney Spears o di chicchessia alla mia salute, gozzovigliate in compagnia dei vostri discutibili feticci virtuali. Proseguite imperterriti sulla tormentosa via del pugnale, se proprio lo desiderate, se è questo che sapete fare meglio. E’ la Fucina stessa che vi esorta, che vi sprona e che vi smista, parimenti ad una stolta mandria di bovini: di qua, di qua, di là. Per Britney a destra, per Paris a sinistra. Mutande sempre dritto. Per gli studenti arrapati, al semaforo, chiedere.

 

Andate in pace, cari miei, sfogatevi, ma se tornate qui almeno abbiate la decenza di farlo a mente fredda, che di tempo da perdere noi non ne abbiamo. Dobbiamo lavorare. E se c’è una cosa della quale proprio non abbiamo bisogno è una patetica banda barzotti smidollata e cialtrona, che versa in condizioni pietose irraccontabili persino ai suoi stessi simili.

Bonne chance.


shamestat
chicotrapella - lunedì, 08 ottobre 2007 | Permalink | commenti (19)
tags: cultura, riflessioni, servizio, britney spears, blogosfera, mutande, trasparenza


42. Sto parlando di quarantadue TV-color letteralmente fran-tu-ma-ti. Distrutti, annichiliti, disintegrati. Per sempre.
Quando si dice un successo oltre ogni aspettativa.

 

Grazie.

Al genio di De Rimondi, ma soprattutto GRAZIE A VOI, una volta di più.


E' stata davvero una bella serata, da ricordare.
chicotrapella - mercoledì, 03 ottobre 2007 | Permalink | commenti (8)
tags: cultura, appuntamenti, servizio, collaborazioni, sperimentazione