Mi accingo a scrivere questo post con una punta di irritazione, non intendo nasconderlo.
La gioia e l’esaltazione vissute recentemente – vedi Monvalle e vedi De Rimondi, ma anche altri succosi progetti che si stanno concretizzando in questi giorni – sono sacrosante, ma non devono minimamente indurci a perdere il contatto con la realtà. Una realtà, lo sappiamo, terribilmente arida, desolata e desolante, una realtà che mai come adesso sembrerebbe compiacersi del suo lato più buio, più triste.
E’ pratica diffusa, tra i giovani bloggers, quella di spulciare tra le chiavi di ricerca, o referrers, o referral, o so ben io/lascia pur dire a loro. Tra le tante abitudini discutibili che costoro si ostinano a portare avanti, questa, per lo meno, mi sembrava un’operazione carina, simpatica, innocente.
Ripeto: carina, simpatica e innocente.
E qui, perdonatemi, pur non essendo persona avvezza alle volgarità gratuite – mi conoscete – corre l’obbligo di un secco, oserei dire doveroso‘sto cazzo.
Che delusione…
Analizzando il mese di settembre 2007 i dati sono a dir poco sconfortanti. Fanno venir voglia non dico di mollare tutto, questo no, ma di mollare Shiny Stat almeno sì, perché proprio allora mi dico che non ne vale la pena. E non sto parlando di quantità di accessi, sia chiaro, che quelli li abbiamo sempre lasciati volentieri al trionfatore del MHB e al suo giardiniere (senza offesa intendiamoci; anzi, li saluto). Qui stiamo parlando di altro: parliamo di attitudine alla cultura, parliamo di ricerca del bello, di ansia del bello, di slancio intellettuale, di vero interesse della gente verso un ideale più alto, da inseguire con passione e sacrificio ogni giorno di più, e ancora e ancora.
E invece no, niente di tutto questo. Credetemi amici, se vi dico che aprire quella finestra è stato un po’ come affacciarsi su di un pauroso abisso senza fondo in cui il nulla alberga sovrano, sinistra proiezione dei più cupi recessi della mente umana.
Britney Spears. Paris Hilton. Nude. Senza mutande.
Ecco, papale papale, che cosa cerca la gente. Ecco che cosa la gente vuole, che cosa la gente si aspetta da questo blog, dal web, dalle istituzioni, dalla società intera. Cultura? Bello? Impegno? Crescita intellettuale? Macchè. Britney Spears e Paris Hilton, possibilmente nude e possibilmente senza mutande. Ecco tutto. Altro non serve. Il resto è out, roba vecchia, spazzatura, così come qualcuno auspicava da tempo, probabilmente, in nome di una pseudo ideologia plasticea, mediocre, omologante, piatta. Drammaticamente piatta, come da copione.
Beh, signori miei, se è questo che volevate sentirvi dire eccomi qui, eccomi a decretarlo, solo con un filo di legittima amarezza: avete vinto.
Non sono io, è Shiny Stat stesso a recarne testimonianza, tragico specchio di una realtà distorta, sanguinoso campo di battaglia profanato da un nemico senza scrupoli, che gode nel procurarne scempio.
45 chiavi settembrine di ricerca.
Ecco allora che qualcuno, timidamente, si affaccia digitando “trapella”, o “fucina trapella”, o si produce in un temerario “rui mong”. Apprezzabile, ma parliamo di tre, quattro persone. Mosche bianche. “Apollinaire”, “Laplace”, “De Rimondi”, ecco arrivare qualcun altro… e poi “serroni via del pratello”, sì, forse ci siamo… qualcuno che si interessa al centro civico, agli spettacoli… la speranza è viva… forse non tutto è perduto…
No, amici miei, no. Finiamola di illuderci.
In tutto fanno 14 chiavi di ricerca su 45. 14 su 45.
Le restanti 31 (ben il 69%, e non credo si possa parlare di coincidenza a questo punto) non sono altro che uno stucchevole minestrone di quelle quattro parole che ora non voglio ripetere, reimpastate, reimpapocchiate in tutte le salse possibili e immaginabili: e le voglio senza censura di qua, e le voglio in un video di là; e le voglio in foto di su, e le voglio in padella di giù. Noioso nonché irritante, a maggior ragione se le intenzioni che ci muovono sono ben altre e ben più nobili. E quasi quasi dimenticavo, ciliegina sulla torta, i 3 in cerca di “studenti arrapati”… Che tristezza.
Non sono un moralista né un bigotto né un censore, non lo sono mai stato, eppure ora ne ho le scatole veramente piene, lasciatemelo dire. Solo l’idea che tutte queste persone si presentino in Fucina barzotte mi indispone in un modo che non potete capire. E perché poi? Solo perché una volta – in un contesto di un certo tipo, molto più complesso e articolato – sfiorai l’argomento? Siamo messi male.
La mia speranza inizialmente era che un post di questo tenore potesse rappresentare una sorta di deterrente per l’esercito dei suddetti barzotti. In questo momento però, mentre sto scrivendo, questa prospettiva mi appare già fin troppo utopistica e farraginosa, se non anacronistica.
Non credo sia la soluzione al problema.
Pertanto: fate quello che volete. La Fucina è pur sempre (anche) un blog di servizio, lo sapete, quindi andate, andate pure, abbuffatevi tranquillamente delle vostre malsane proiezioni immaginifiche, fatevi una bella scorpacciata di mutande di Britney Spears o di chicchessia alla mia salute, gozzovigliate in compagnia dei vostri discutibili feticci virtuali. Proseguite imperterriti sulla tormentosa via del pugnale, se proprio lo desiderate, se è questo che sapete fare meglio. E’ la Fucina stessa che vi esorta, che vi sprona e che vi smista, parimenti ad una stolta mandria di bovini: di qua, di qua, di là. Per Britney a destra, per Paris a sinistra. Mutande sempre dritto. Per gli studenti arrapati, al semaforo, chiedere.
Andate in pace, cari miei, sfogatevi, ma se tornate qui almeno abbiate la decenza di farlo a mente fredda, che di tempo da perdere noi non ne abbiamo. Dobbiamo lavorare. E se c’è una cosa della quale proprio non abbiamo bisogno è una patetica banda barzotti smidollata e cialtrona, che versa in condizioni pietose irraccontabili persino ai suoi stessi simili.
Bonne chance.